La neutralità attiva e Trieste

Al professor Antonio Papisca
e p.c. a Fabio Alberti di Transform!

Ciao Antonio,

Ho letto con piacere il tuo intervento sul diritto internazionale per il convegno Neutralità attiva con le riflessioni “in chiave di politica del diritto”, che oltre a fornirci preziose nozioni per il lavoro di pace mi hanno indotto a scriverti per portare un contributo.
Come sai il luogo dove vivo è stato soggetto al regime giuridico denominato “Territorio libero di Trieste“, virtualmente ancora esistente come dimostrato da un documento del segretario delle Nazioni unite.
Ti allego il link ad un articolo del Piccolo, il “bugiardello” locale, che ne parla in tono ironico:
Il fatto che qui ci interessa è che lo statuto del T. l. T. istituito col Trattato di pace del ’47 prevedeva all’articolo 3 la sua neutralità, gestita dalle Nazioni unite. Mentre è stato condotto nei nove anni della sua esistenza da un Governo militare alleato (1945/54) al termine dei quali il Gma ha passato la mano – per mezzo del Memorandum di Londra – al governo (non allo stato) italiano, per l’amministrazione civile !
L’Italia però da subito ne ha fatto amministrazione anche militare, col tacito avallo di Usa, Gran Bretagna e Jugoslavia. Eravamo in piena guerra fredda e nel ’48 si era consumata fra Tito e Stalin la rottura.
Giova ricordare, che il TlT è preesistito alla Costituzione italiana ed alla Nato, mentre il Memorandum di Londra è postdatato.
Trieste in sostanza è passata dopo il 4 novembre 1918, dalla sovranità italiana (fino all’8 settembre 1943) a quella tedesca (Adriatisches kunstenland, fino al 1º maggio 1945) a quella jugoslava (fino al 10 giugno ’45) ed – a seguire – al TlT fino al 26 ottobre 1954, data di “rientro” all’Italia.
Il trattato di Osimo fra Italia e Jugoslavia degli anni ’70, ha regolato diverse materie (anche se gli “indipendentisti”, tuttora molto attivi, non ne riconoscono la validità) ma non ha sfiorato la materia militare, evidentemente troppo delicata per quel contesto, ed a quei tempi.
Avanzo quindi l’ipotesi, che un discorso di Neutralità attiva possa sfruttare anche questo precedente, riguardo all’Italia e potenzialmente non solo, vistro che il TlT comprendeva territori attualmente parte delle repubbliche di Slovenia e Croazia.
Vorrei sapere che ne pensi, e se ritieni possibile approfondire questa ipotesi attraverso le tue esperienze.
Potremmo cercare nel frattempo di costruire un percorso in questo senso, a partire dalle iniziative che svolgiamo in città col Comitato pace convivenza e solidarietà Danilo Dolci. In particolare dalle denunce che abbiamo presentato sulle spedizioni di bombe dal Porto (franco internazionale di Trieste, come da allegato VIII del Trattato di pace) in violazione della legge 185 sul commercio delle armi. E dal tentativo di modificare l’indebito status di porto nucleare militare di transito, che da tempo stiamo cercando di portare avanti.
Un cordiale saluto da Alessandro Capuzzo
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